Rubrica: la posta di Pomeriggio 5

Posted on : 28 ottobre 2011

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Tempo di lettura previsto: 3 min

Musica consigliata: Dolceamaro Barbara D’Urso

Cara Barbara,

ti scrivo per raccontarti la mia storia, una storia di violenze. Sono una ragazza di 23 anni di Castellamare di Stabia che crede nell’integrazzione e in un mondo a colori. Ci credo così tanto che ho lottato per fare accetare alla famiglia mia il mio ragazzo. Lui si chiama Mohammed, ha 28 anni ed è egiziano e fa il carpentiere a Napoli. Alla famiglia sua ci vado bene pure io e fino a un anno fa andava tutto bene. Il mio calvario inziò quando suo padre iniziò ad allungare le mani sul mio corpo, all’insaputa del figlio e della moglie sua…. Barbara, è difficile per me scrivere di questa mia croce, che porto dentro nel silenzio per paura che Momi, il mio ragazzo, mi giudichi una puttana (scusami il termine), data la sua religione, diversa dalla nostra. La scorsa settimana sono andata a trovare Momi e a casa sua non ci stava nessuno, solo quel mostro che non ha aspettato ad abbassarsi i pantaloni, costringendomi ad azioni indicibbili. Se ora scrivo a te e a nessun altro è perchè quando ho sentito i tuoi appelli in tv, ho capito che tu sei una donna vera capace di ascoltare i drammi che avvengono tra le mura domestiche. Barbara… adesso tengo tanta paura.. vivo come in una tenaglia perchè questo ultimo mese ho un ritardo… Dottoressa Giò aiutami tu e dimmi cosa devo fare!!!
Un bacio grande
Chiara

Barbara, sensibile al problema, risponde subito a Chiara…

Cara Chiara,

come donna e come madre capisco le tue sofferenze e ti ringrazio per avermi scritto. Ci vuole coraggio per confessare certe cose ma io sono qui per dare voce a tutte voi, donne abusate, violate in quello che hanno di più intimo. Per tutte voi che vivete nella paura tra le mura domenstiche. Ti invito alla mia trasmissione, Pomeriggio 5, per parlare e condividere insieme questo tuo grande dramma.

Barbara nell’intimo della sua reggia romana dopo aver letto la lettera di Chiara ed essersi sbellicata di grasse napoletane risate, scrive qualche appunto sul suo taccuino personale…

Bene, la poveretta analfabeta e pure terrona è stata riempita dal suocero che è pure marocchino. Perfetto! Questa ci mancava nella mia bottega di casi umani. ‘Sta stracciona s’è messa con un carpentiere e per di più marocco, che stomaco. Comunque li potrei invitare entrambi i disperati cosi faccio la scena di sostenere le coppie miste (che schifo). A lui comunque gli faccio indossare la cuffia di lana che usiamo per i servizi sui malviventi e lei naturalmente si deve vedere che è una reietta. Magari prendo spunto da quell’altra, quella di Erba che stava con quel marocco anche lei: faccia da pena, capello unto, tuta di ciniglia del mercato. Sì così funziona. Bene, poi si passa alla digressione sull’Islam e le storie sulle donne maltrattate ecc ecc. Sì, Sì e poi… pancia mia fatti capanna: lo stupro, l’abuso. Ah sì, devo ricordarmi di spostare l’attenzione sui dettagli del pene del suocero così si alza l’audience perchè la gente s’aspetta le immagini.
Invito in puntata previsto dopo il terzo mese di gravidanza ‘che se quella abortisce mi rovina tutto.

Poi Barbara si leccò i baffi e si addormentò come un angioletto

Effetti indesiderati: raramente sono stati riscontrati effetti benefici conseguenti all’assunzione di questo programma.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Moses a pige.moses @ gmail.com

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