Signorina Tumistufi: lei è florida o deflorata?

Posted on : 3 ottobre 2011

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Musica consigliata: Nessuno mi può giudicare Caterina Caselli

Qualche settimana fa sono stata oggetto di abbordo così tipico che nemmeno nei film. Location, lavanderia a gettoni. Soggetto abbordante: un lui napoletano. Lui lì per la prima volta, io per la seconda, comunque con incapacità notevolissime, parlare è stato insomma inevitabile, nonostante gli sforzi da parte mia di resistere con vari mezzi: 1: nascosta dietro il giornale, 2: nascosta dietro una sigaretta, 3: nascosta dietro un cellulare. Insomma partono i convenevoli “come si chiama, abita qui” fino alla fatidica “Sposata? Figli?”, e al mio doppio è seguito un “Allora è giovane”, con un tono così peculiarmente meridionale che lasciava intendere solo una cosa, un sinonimo affrescato di “Signorina”, che a ben vedere poteva anche essere, e una volta era, un sinonimo di (oddio faccio fatica a scriverlo) “vergine”, che però coi tempi nostri è un implicito semplicemente assurdo.

Comunque, questo episodio mi è venuto in mente pensando alle rivolte delle femmine francesi che scendono in piazza contro il “Mademoiselle” nei documenti ufficiali. Che per carità è chiaramente un’ingiustizia maschilista che le femmine debbano sottostare alla spartizione ufficiale tra Signora/Signorina, Madame/Mademoiselle, Mrs/Miss. E altrettanto chiaramente la verginità c’entrava qualcosa con la spartizio, che allora doveva suonare tipo fiorita/sfiorita, florida/sflorata. Mi par che solo in UK, sempre avanti quelli, al momento abbiano superato la cosa aggiungendo quel simpatico Ms, che però, sapevo, è usato più che altro da lesbiche e iper-femministe, sulla congiunzione astrale delle due categorie, parleremo forse un giorno.

Che il maschio sia risparmiato come al solito da ogni fastidio e per lui valga un solo appellativo urta parecchio, che signorino da noi lo usano solo le mamme vintage, o cum nonna al seguito, a mò di rimprovero ma con vezzo “Ehi tu signorino, non ci si rivolge così alla signora” (detto della vicina che ci bagna sempre il terrazzo quando annaffia i fiori, e che quindi implica un “si dice di peggio”).

Ma per quanto riguarda l’uso comune scendere in piazza per un signorina mi par eccessivo. Anche perché a parte il napoletano, c’è solo il giornalaio, anzi due, che una volta mi ha chiesto “Signora o signorina?”, ma sempre con quel tono mezzo piacione che è fatica offendersi davvero. Ma immagino c’entri anche l’età. Probabilmente quando e se mi verrà chiesto fra una decina d’anni, scenderò anch’io in piazza.

Effetti indesiderati: un eccesso di zelo verso l’uso di Mademoiselle e signorina può causare la metamorfosi in beghine o begardi. O Zeloti a seconda.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Gezebel a
pi.gezebel.mos @ gmail.com

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