Cucinare e pulire, le piaghe eterne

Posted on : 28 settembre 2011

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Musica consigliata: I’m Every Woman Chaka Khan

Mi chiedevo l’altro giorno quali fossero le piaghe della nostra contemporaneità. Quelle che sentiamo ogni giorno della settimana, quelle che un pensiero ci scappa almeno 3 volte al giorno.
Non il riscaldamento globale, non le guerre in Cecenia (che a proposito tutto fu detto con quel mirabile “Non me ne frega un cazzo Bridget”), non la sovrappopolazione. Le piaghe sono due e non riesco a trovarne soluzione: dover mangiare più volte al giorno (o meglio in qualche modo dover trovare cibo tre volte al dì, tra far la spesa o chiamare qualche take-away, e giù soldi) e pulire casa.

Superata la soglia del 2000, che ancora ci tocchino le stesse incombenze dell’uomo di Neanderthal non mi va giù, procacciarsi il cibo e pulire la tana (pur provvisoria). A casa mia si è ridotta la variazione alimentare all’osso, con larga prevalenza di mozzarella e pomodori (zero costi in termini di tempo), con variante tonno in scatola/formaggi molli (idem come sopra), e il mitico piatto di pasta (con sughi pronti, s’intende), oltre all’abuso in escalation di take away multipli, dal kebab al cinese alla pizza come beni di largo consumo. E quando anche le mezze penne hanno stufato? Non si mangia più? Solo asporto? Nonostante sia un’attività che trovo molto stimolante, non ho più voglia di mangiare. Sono arcistufa di dovermi procacciare i pasti.

E le pulizie? Esiste un’attività più intrinsecamente condannata a eterno fallimento? Pulisci il bagno e in una settimana, se va bene, è sporco, pulisci i fornelli e bastano tre giorni. Ne ho già abbastanza di dover dedicare tanto tempo a lavare me stessa, tra doccia, denti, mani e via discorrendo, ma la casa proprio non la reggo. Possibile che l’unica soluzione cui siamo arrivati sia la povera colf? (Ma questo è colpa dei maschi, che se in questi 12mila anni di stanzialità le pulizie fossero toccate a loro devi vedere cosa non ti inventavano)(e in effetti confido che nei prossimi decenni di pulizia condivisa qualche nuova proposta fioccherà).
Ma nel frattempo? Personalmente continuerò a coltivare, e respirare, e battezzare, gatti di polvere sotto letto, scrivanie e armadi, e pulire bagno e cucina all’incirca una vola al mese. E chiamare il compagno a ogni stracciata per mostrargli le piastrelle linde con lo spirito con cui da bambini si chiamava la mamma a ogni stronzone ben riposto nel water (oggi tocca al compagno anche quella).

Sul fronte cibo sono allo stremo però, casomai voleste propormi i fatidici 4 salti in padella, spiacenti, già provati, e non ho più voglia di scaldare nemmeno quelli. Ah, e non mi piace il micro-onde. E a proposito, sappiamo tutti che non aver voglia di mangiare tre volte al giorno, pur nell’abbondanza di proposte, ha in sé qualcosa di abominevole, di viziato, di occidente che giustamente è destinato a marcire nella sua indolenza e mollezza. Già, ma nel frattempo cosa mangio stasera?

Effetti indesiderati: Poca variazione alimentare può causare malanni multipli e variabili: esempi gotta (malattia dei ricchi causa troppa carne) con conseguenti tumefazioni degli arti, e pellagra (troppe patate/riso/pasta?) con desquamazione della pelle e vari orrori successivi. Mancata pulizia: filariasi (larve sottopelle), scabbia (acari sottopelle).

Per ulteriori effetti collaterali contattate Gezebel a
pi.gezebel.mos @ gmail.com

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