La civiltà appesa a un filo

Posted on : 23 settembre 2011

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Musica consigliata: Why So Serious? Hans Zimmer (‘The Dark Knight’ soundtrack)

Siete in aereo, avete paura di volare, avete preso un calmante, ci avete bevuto su qualche alcolico, male alla testa, sudate da tutti i pori, peli e occhi persino. I due bambini dietro di voi iniziano a urlare, litigare, lanciano elastici, lattine, qualche lazzo arriva davanti, guardate la madre, che non riesce a bloccare la tempesta perfetta. Vi sudano le unghie delle mani, siete impietriti e spasmodici insieme, vi girate di scatto e picchiate un bambino, da lì il disastro. Accorre il padre, vi dà un pugno, la madre urla, le hostess corrono sui tacchetti, lo stridore intorno vi lascia senza aria, avete bisogno di aria, aria aria. Tirate lo sportellone dell’aereo, quello da tirare in caso di emergenza. Strage.

Siete alla fila del supermercato, sabato pomeriggio, vostra moglie non è riuscita a fare la spesa e vi ha spedito al supermercato, pieno, avete lavorato tutto il giorno, davanti la vecchia che impiega 13 minuti solo per chinarsi sul carrello a ripescare i suoi biscotti integrali, dietro un uomo strilla al cellulare con la figlia o la moglie, difficile dirlo, quando è il vostro turno la cassiera ha finito gli spiccioli, cambia con un’altra cassa, quando torna è finita la carta degli scontrini, la vecchia torna, ha dimenticato le caramelle per la gola proprio lì vicino, la cassiera ferma tutto e gliele prende, interrompe il vostro conto, la signora nemmeno ringrazia, la cassiera vi squadra perché arrossite dalla rabbia, vi fa una battutina alle spalle. È la fine. Urlate, tirate un calcio alla vecchia, uno schiaffo alla cassiera, arriva la security, vi trascinano, strattonano, nel marasma tirate i capelli alla cassiera, prendete la bottiglia di vino che volevate scolarvi in macchina, la rompete sulla cassa, la puntate alla gola del tizio della security, lo sgozzate, poi è il turno della cassiera e infine finalmente della vecchia.

Siete nella strada principale della vostra città, domenica pomeriggio, la gente piovuta dal cielo per l’ultima giornata di sole, tutti incastrati sotto i portici e voi dovete correre, siete in ritardo a un appuntamento, non sopportate il contatto con la gente, strisciare braccia, schivare gomiti, borse da tutte le parti, gente che si accalca addosso, vi parla nelle orecchie, urla, ride a squarciagola, qualcuno vi pesta un piede nella corsa, uno vi sorpassa con la valigia direttamente sui calcagni, un altro momento e vi si tappano le orecchie, vi si restringe il campo visivo, fatica ad andare avanti. Andate a sbattere contro un energumeno, lo strattonate, spingete, lui risponde, vi insulta, lo prendete a pugni, lui chiama rinforzi, un attimo e siete circondati. Avere una pistola, ma intanto calci e pugni.

Morale: La civiltà è appesa a un filo, siamo molto più controllati di quanto non ci diamo credito.

Effetti indesiderati: La lettura può scatenare brutti ricordi e scatti d’ira, violenza inaudita, raptus, attacchi psicotici. Lasciati andare, sarai comunque l’eccezione che conferma la regola.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Gezebel a
pi.gezebel.mos @ gmail.com

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