Macchine come uomini o uomini come macchine

Posted on : 30 maggio 2011

1


Tempo di lettura previsto: 3 min

Musica consigliata: Macchu Picchu The strokes

uomo macchinaVorrei tornare al singolare rapporto tra umano e macchina, stavolta per chiedermi se è la macchina a essere fatta a somiglianza dell’uomo o se è l’uomo fatto a somiglianza della macchina. Partiamo dal nuovissimo prodotto partorito in casa Garnier. L’enigmatico shampo anti-calcare. Bizzarra sequenza di parole che uno non si aspetta in un unico concetto e invece sì. Da ribattezzare con: quando il Calfort non si mette solo in lavatrice ma anche in testa. Perché non solo i tubi dei nostri elettrodomestici soffrono di otturazioni, anche i nostri personali tubi attaccati all’appendice della testa possono risentirne.

Mi vien da proporre qualche prodotto a questo punto. Io avrei urgente bisogno d’inverno di un liquido anti-gelo, magari specializzato per mani e naso, che tendono a congelarmisi anche in casa tra dicembre e febbraio. E funziona esattamente come per l’auto. Sto ferma alla scrivania per ore, come l’auto in garage, e per il freddo mi si ghiacciano le appendici. All’auto si ghiacceranno i liquidi interni da cui l’antigelo. Visto che il meccanismo è lo stesso dovrà pur saltar fuori qualcosa anche per gli umani. La fiaschetta da collo con grappa inclusa può essere un rimedio, ma lo vorrei più puntuale e meno socialmente deprecabile.

Gradirei molto anche un antivirus, ma più efficace di un vaccino. Un qualcosa che sbarrasse direttamente l’ingresso ai vari batteri e compagnia e che mi facesse uno screening veloce ed accurato, non come i nostri esami del sangue, urine, o sa dio cosa, che sono lunghi e imprecisi. Vorrei tantissimo un anti-spam incorporato che mi mettesse in un angolo del cervello tutta la pubblicità inutile e i messaggi scemi che invece registro automaticamente, con distrazioni innumerevoli.

Vorrei essere provvista di un serbatoio finito, non di uno stomaco perennemente allargabile, cui seguono i fianchi perennemente allargabili. Così che non sia più possibile mangiare troppo, perché dopo un po’ semplicemente non ci sta più niente dentro. Sì, c’è già un qualcosa del genere ma vista la quantità di obesi il meccanismo è evidentemente imperfetto. O anzi, vorrei essere caricata come una batteria, anzi meglio come un pannello solare. Niente più cibo ma sole. Ma, o bella. C’è un qualcosa del genere anche qui, e ce lo insegnano i breathariani, o anche i sungazing-iani. Gente che fissa il sole all’alba e al tramonto e non ha più bisogno di mangiare, a parte magari ogni tanto, per togliersi uno sfizio, toh. Sai che soddisfazione? Fine dell’annosa domanda, e conseguente annosa pratica, del “e stasera cosa si mangia?”. Si mangia solo se ne si ha voglia, e per il resto si va a batteria solare.

Perciò dicevo chi è a fatto a immagine e somiglianza di chi?

Effetti indesiderati: Lottologia, geobiologia, bambini indaco, pseudoscienza, terminator, super-vicky, alien, scienza patologica, junk science, fiori di Bach, il cancro è un fungo, umufumu, teoria della Terra cava.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Gezebel a
pi.gezebel.mos @ gmail.com

Articoli correlati, più o meno:

Più memoria meno vita?

Dipendenza dalle macchine: ovvero quando i software comanderanno anche i cinesi

matematica : difficile = lettere : facile (SuperQuark)

Annunci
Messo il tag: , ,
Posted in: stupor