Andate in pace, Gesù non si schioda.

Posted on : 23 marzo 2011

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Alleluja! Si è venuti a capo all’annosa questione del crocefisso nelle aule scolastiche. Cinque anni di appelli e riappelli con naturali cambi di sentenza per deliberare che il crocefisso è un “elemento passivo” nella classe, quindi non causa di indrottinamento, quindi non limitante della libertà di credo di ciascun alunno. I crocefissi resteranno dove sono sempre stati: inchiodati al muro.

Contenti o scontenti che siate, ugualmente vi prego: basta con le petulanze sull’uomo morto appeso al muro. Impegnare per cinque anni la Corte di Giustizia Europea mi sembra già un traguardo. Se proprio sentite l’esigenza di sviscerare ancora la questione, vi consiglio di armarvi di ottimismo, che è il profumo della vita, e contemplare gli aspetti positivi alla luce della sentenza di Strasburgo.
Pensate ad esempio quale disastro ecologico sarebbe gravato sul nostro Bel Paese se avessimo dovuto smaltire tutti quei crocefissi dalle scuole. Senza parlare del disagio etico per la scelta del cassonetto. Dove si butta un crocefisso? Nel compostabile? Nell’indifferenziato? Si sarebbe finito, tra mille polemiche, per infierire sulle casse dello Stato per sistemare questo cadavre exquis. E sossoldi!

Alla scampata crisi ecologica vanno aggiunti tutta una serie di vantaggi che si potrebbero trarre negli ambienti scolastici. Oltre ad evitare il rimpiazzo del buco nel muro con un’ennesima cartina geografica belle époque URSS, le classi potranno beneficiare di un Gesù-gessetto di scorta che di questi tempi male di certo non farà. Ora che la sentenza europea lo appende al muro, “100 possibilità per svolgere l’acronimo INRI” sarà la punizione di scorta per gli insegnanti troppo pigri. Ivan Non Resta Incinta, I Nonni Raccolgono Indici, In Noi Regna Iddio, Il nome Resta Inutile e così via, fino a tortura compiuta.

Contenti: rallegratevi, l’identità culturale italiana è salva. Lasciate stare gli scontenti che ancora rimuginano su come far combaciare un simbolo religioso con un luogo pubblico, la libertà di religione con l’identità cattolica.

Scontenti: basta baruffe da bar vi concedo al massimo di far ricorso e impiegare la Corte di Giustizia Europea per altri cinque anni con la proposta di affiggere al muro anche altri “elementi passivi”: un Buddha, un Maometto, Shiva, la Venere callipigia…

Effetti indesiderati: L’ assuefazione passiva ad immagini sacre può creare atrofizzamento cerebrale con conseguenti crisi del sistema nervoso centrale e periferico. Tra le conseguenze più comuni: visioni mistiche e allucinazioni acustiche a contenuto minaccioso o persecutorio. Molto frequenti i casi di allucinazioni visive come le zoopsie.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Moses a pige.moses @ gmail.com

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