Cercasi disperatamente ateo credibile e/o in cerca di dio

Posted on : 21 febbraio 2011

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C’era una volta Giuseppe il ricciolo che su un’idea di David dal naso aquilino aveva preso a cuore le sorti di Lucrezio l’eccentrico e aveva creato il “Cortile dei gentili”. Nel luogo ameno ed edenico dovevano incontrarsi David, Giuseppe e Lucrezio. David credeva di essere l’eletto, quello che non poteva lavorare di sabato, che doveva accendere le candele il venerdì sera che poi non avrebbe più potuto muovere un dito, lo stesso cui da piccolino tagliavano un pezzo di pipino, sic volle iddio. Giuseppe, il padrone di casa, credeva più o meno nello stesso dio di David, ma più buono, che Giuseppe non aveva alcuna voglia di sacrificar figli per confortare dio e nemmeno di tagliarsi il pipino. Il dio di Giuseppe permetteva che lavorasse di sabato, ma non di domenica, quel giorno doveva mangiare un pezzo della carne del figlio di dio. Sì perché il suo, di dio, aveva avuto un figlio, ed era un dio anche quello, che voleva si mangiasse la sua carne, ma sotto forma di pane, e anche che si bevesse il suo sangue. Quel giorno nel cortile dei gentili poteva anche esserci Ismail, quello un po’ più scuro, che credeva a un dio a metà strada tra quello di David e Giuseppe: un po’ vendicativo ma anche un po’ buonino. Anche Ismail doveva tagliarsi il pipino, e doveva farsi un giro intorno a un cubo nero almeno una volta nella vita. Per differenziarsi, lui non lavorava di venerdì.

Insomma quel giorno avrebbero dovuto trovarsi tutti, al cortile dei gentili, e il fatto si chiamasse dei gentili doveva dare qualche spunto su quale sarebbe stato il punto di vista dominante. L’obiettivo era parlare con quell’eccentrico di Lucrezio, che non credeva né al dio di Giuseppe, né di David, né di Ismail. Lucrezio era convinto che la faccenda fosse trovare un terreno comune su discorsi che interessavano tutti, ad esempio smettere di considerare le coppie eterosessuali come uniche portatrici di verità, o sulle cellule staminali, magari anche sull’eutanasia. Pensava persino potesse essere un discorso da pari. Non immaginava che l’incontro avesse lo scopo ufficioso di offrirgli un dio, visto che lui ne era sprovvisto. La cosa cominciò a farsi chiara quando il padrone di casa, tale rettore Dionigi, aveva fatto presente di voler parlare a un “ateo credibile”, e il cardinal Ravasi, organizzatore della cosa, aveva chiarito che per l’occasione erano accolti solo “gli atei alla ricerca di dio”. Con buona pace di Lucrezio, fesso lui stavolta, che per ghiribizzo ha cominciato a cercare questi atei cercatori di dio, ma non ne ha ancora incontrati. Che fosse una simpatica perifrasi per liberarsi di Lucrezio una volta per tutte con la coscienza pulita?

Effetti indesiderati: la ricerca spasmodica di atei credibili/credenti può portare a disturbi del sistema nervoso quali disgeusia, paraestesia, iperattività psicomotoria, nonché agitazione, compromissione dell’udito, tinnito.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Gezebel a
pi.gezebel.mos @ gmail.com

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