Chi crea le pubblicità? Da webank alla morbistenza, la nuova galleria degli orrori

Posted on : 7 febbraio 2011

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La pubblicità in Tv è spesso molto più interessante di qualsiasi programma passi sulle reti nazionali ma anche potenzialmente disarmante. Non torniamo sulle vicende di Alfonso Luigi Marra, di cui abbiamo parlato qui, nonostante sia un argomento sempre ricco di risvolti notevoli (ad es. che il prossimo volto noto dopo gli improbabili e pur grotteschi Manuela Arcuri e Lele Mora sarà Ruby Rubacuori). Rimaniamo su lidi più sicuri e pervasivi.

Dividiamo gli spot in categorie. C’è una pubblicità seriale, tutte quelle telefoniche ad esempio vedi Vodafone, Tim, Wind, Infostrada. La mia attenzione ricade inevitabilmente su quella del 187 con Michelle Hunziker. Com’è che non ho mai capito perché dovrei chiamare il 187? A parte il fatto che è uno spin-off della Tim, stessi colori, stesse modalità, e non so come mi confonde. Tra John Travolta e quei due nuovi elementi, non riesco ancora a capire se dovrei comporre il numero per chiedere informazioni o per che altro. Bocciata.

Parliamo delle pubblicità-volto-noto-a-caso. Sotto questa categoria cascano in tanti. Come l’ultima pubblità della Lavazza con Julia Roberts. Perché la Julia in paradiso dovrebbe convincermi a comprare Lavazza? La Nespresso ha più senso. Che un gentleman americano come George Clooney si sia affezionato al nostro caffè mi sembra verosimile, e se l’ha fatto lui, potrei certamente affezionarmi anch’io. Ma che George Clooney si sia abbonato a Fastweb, questo no, non mi va giù. Per quale inedito motivo dovrei credere che un divo ricco e prestgioso non solo si occupi delle sue linee telefoniche (figurati se di queste quisquilie non si occupa qualcun’altro) ma si dia persino la pena di trovare la più vantaggiosa? Meglio Valentino Rossi, che almeno simbolicamente aveva la velocità dalla sua.

Sempre sul livello simbolico bisogna stare sul chi vive. Prendiamo la pubblicità della banca online WeBank. Siamo in cucina, luce soffusa, coppia a tavola, ed ecco cui si unisce alla cena una mucca gheopardata che usa il piatto a mo’ di mangiatoia. Idea schifosa. Che una mucca puzzolente, che nemmeno ha più i suoi colori confortanti ma macchie informi, debba mettersi a tavola con me è una delle trovate più disgustose che mi vengano in mente. Che debba convincermi ad affidare loro i miei risparmi è fantascientifico.
Un po’ come quella della carta igienica Tempo che punta sulla morbistenza: tragico connubio tra resistenza e morbidezza, dove vediamo venire già da dei rulli morbide rosità di un peluche con sporchi stivali neri. Perché dovrei pulirmi le intimità con qualcosa uscito da uno scarpone?

Morale? Quando si ha a che fare con i simboli meglio pensarci 113 volte.

Effetti indesiderati: sovraesposizioni a queste pubblicità contribuiscono a alterazione della vista, dolore oculare, fotofobia e lacrimazione. Raramente, sono segnalati anche casi di shock. Non disperdere nel web dopo la creazione.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Gezebel a
pi.gezebel.mos @ gmail.com

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