Vallanzasca. Crimine-processo-galera: un iter da non imitare

Posted on : 26 gennaio 2011

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All’ufficio censura dell’Accademia della Polenta questa settimana si sono dati un gran da fare. Il parallelismo tra Saviano e Cesare Battisti mi è oscuro ma annotarli entrambi sul libro nero, mi fa pensare che dopo qualche gallone di lambrusco tutto è più chiaro. Non è determinabile la quantità necessaria ne tantomeno di quale Cesare Battisti si parli dopo la suddetta quantità. Ma questa è un’altra storia.

Nel pentolone del male ci è finito anche l’ultimo film di Placido Vallanzasca reo di “utilizzare giovani e affascinanti attori allo scopo di sdoganare l’immagine di personaggi che dovrebbero cadere nell’oblio per i crimini commessi”. Lo sforzo bellico per concepire un commento in buon italiano e per di più prima dell’uscita del film nelle sale è doveroso da parte del sig. Cavallotto. Senza la pretesa di essere il fratello figlio unico di Rino Gaetano, l’uomo Del Monte ha detto no anche a Romanzo Criminale (faida privata?) così come a tutte queste fiction sulla mafia vedi Il capo dei capi. La perplessità in questi casi poteva anche reggere dato che Totò Riina prima di tutto l’è un terun e quei burini della Magliana forse non sapevano neanche cucinare la cassöla, ma sdoganare che anche un pedigree padano può essere incline al crimine è stato un affronto troppo grande.

Cavallotto, non faccia come la pettegola di paese che ti chiede come va solo quando ti è morto un parente, sia propositivo, non esca allo scoperto solo per dire no! Qual è il suo suggerimento per uscire da questo impasse? Una fiction/film su Grande Puffo? Barbarossa, volume 2 (suggerisco Kim Rossi Stuart per il ruolo di protagonista)? Una fiction su Berlusconi alle prese con grotteschi festini a base di vecchie laide malformate, per non usare giovani affascinanti che potrebbero invogliare all’imitazione?

Come primo passo suggerisco di ripetersi ogni sera, dopo le orazioni, che la criminalità esiste e che anche un bausha può esserne affetto. Si metta anche un po’ nei panni di Placido, come avrebbe potuto non usare un attore affascinante quando Vallanzasca lo chiamavano il bel René?
Da parte mia le assicuro che andrò a vedere il film con i piedi ben piantati a terra e non uscirò credendo di essere diventato bello e maledetto come Vallanzasca/Kim, ma solo con l’idea che se rubo e uccido mi becco l’ergastolo e sconto la mia pena in prigione. Coi tempi che corrono mi sembra di fatto un messaggio più che ragionevole.

P.S. Sta uscendo Caccia al sigagno, cosa dice andiamo a vederlo?

Effetti indesiderati: Un uso persistente può causare disturbi borderline della personalità.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Moses a pige.moses @ gmail.com

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