I have a dream: che la vecchiaia, lei sì, colpisca indiscriminatamente. Ovvero Quando Berlusconi conoscerà la demenza senile

Posted on : 24 gennaio 2011

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So che se ne parla già abbastanza e che anche noi ne abbiamo già parlato, ma il pensiero vacilla di fronte a tanta materia prima. E sebbene i fatti superino di così gran lunga ogni più grottesca immaginazione, c’è un fattore che a mio avviso non si considera a sufficienza nelle ultime vicende italiche. Il signor primo ministro presidente del consiglio dottor Silvio Berlusconi ha 74 anni, ed è pure una realtà che dovrà considerare nei suoi sogni di gloria che lo portano già al 2020.

Nostra madre natura non ci ha previsto di così lunga durata e le malattie dell’età colpiscono indiscriminatamente, e si sa, gli uomini prima delle donne. Io sogno un mondo in cui anche la dinastia Berlusconi possa essere colpita da quel naturale decorso che è la vecchiaia. E il signor Silvio potrebbe cominciare a contare gli anni che gli mancano, pochi a questo punto, prima di conoscere, come tanti, quel processo degenerativo che è la demenza senile. Sarebbe facile dire che non è detto non ne sia già colpito. Ma io sogno il giorno in cui anche lui si rivolgerà una sera al figlio Pier Silvio scambiandolo per un amico d’infanzia, per dire. Sogno il momento, vicino mi vien da dire, in cui trovandosi di fronte a una delle sue tante piscine, sia quella di Villa Certosa o quella di Antigua, crederà di essere nel transatlantico in cui cantava da giovane e prenderà in mano l’ombrellone a mo’ di microfono. Sogno il giorno in cui qualcuno dovrà accompagnarlo in bagno perché non si ricorderà più dov’è, e a quel punto che sia Noemi o Ruby o qualunque altra ragazzina a scortarlo verso il water, farlo sedere, porgergli la carta igienica e rialzarsi, non farà più differenza.

Non mi sento di sognare che quel giorno anche lui, come troppi, dovrà aspettare mesi per avere un appuntamento con un neurologo della mutua per poter, forse, accedere a un’indennità di accompagnamento con cui pagare un part-time a una badante che lo convinca che no, sua nonna non può sentirlo perché è morta nel ’56, o che lo faccia passeggiare per i tanti, infiniti corridoi delle tante, infinite sue ville, o che lo imbocchi perché non riuscirà a trovare la sua stessa bocca, o che si alzi di notte quando si sveglierà gridando in cerca della madre. So che non saranno quei 26, 109 o 28 processi in cui è implicato a scalfire il suo impero. Ma che una delle tante “vergini” possa presto ritrovarsi al suo capezzale in tutt’altra veste, figurativamente parlando, che se poi la veste volesse rimanere quella dell’infermierina o della poliziotta sexy poco importa, questo mi sembra un sogno tutt’affatto ragionevole.

Effetti indesiderati: La sovraesposizione alle interminabili e variopinte astrusità italiche può provocare stati d’ansia acuti, desensibilizzazione e depersonalizzazione, labirintite, eccesso di sudorazione, secchezza delle fauci ma anche ipersalivazione, in casi estremi coma e cancrena.

Per ulteriori effetti collaterali contattate Gezebel a
pi.gezebel.mos @ gmail.com

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